L'Anno Sacerdotale sta «parlando» anche ai futuri preti

Creatività alla prova nei seminari di Anagni, Ravenna, Bergamo e di Sardegna.

Anagni, un recital sul Curato d’Ars

Raccontare la vita del santo Curato d’Ars e tratteggiarne la spiritualità sacerdotale attraverso il linguaggio artistico per riscoprire l’attualità di questa figura, scelta da Benedetto XVI come modello per l’Anno dedicato ai sacerdoti. È quanto hanno realizzato i seminaristi del Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, che hanno allestito un recital sul Curato d’Ars che sarà presentato durante il convegno che da venerdì a domenica riunirà a Rocca di Papa (Roma) i rettori e i formatori dei seminari d’Italia. L’idea del recital, che è andato in scena in anteprima solo per la comunità dei candidati al sacerdozio del Leoniano, è nata l’estate scorsa, come spiega don Gianni Checchinato, rettore di quello che è il Seminario regionale del Lazio Sud e delle diocesi suburbicarie. «Gli organizzatori del convegno di Rocca di Papa – racconta don Checchinato – ci chiedevano di pensare a un piccolo evento artistico cui dedicare una serata della tre giorni, che potesse offrire ai convegnisti l’opportunità di riflettere in modo originale sulla figura del Curato d’Ars in questo Anno Sacerdotale». Da quel momento, grazie anche all’interessamento di don Leonardo D’Ascenzo, padre spirituale del Leoniano, un gruppo di seminaristi si è messo alacremente al lavoro, rispolverando e rileggendo le fonti sulla figura del santo sacerdote, elaborando un copione sul materiale disponibile e mettendo a punto l’uso di strumenti multimediali, il canto e le scenografie. L’iniziativa ha occupato non poco i protagonisti, peraltro già presi dalle scadenze della vita comunitaria del seminario, dallo studio e dall’apostolato del fine settimana nelle rispettive diocesi. Ma ne è valsa la fatica, come già hanno potuto constatare formatori e altri seminaristi nell’anteprima al Seminario anagnino. «È stata senz’altro una buona esperienza – aggiunge il rettore – perché ha dato modo ai seminaristi di mettersi in gioco in maniera creativa per progettare e realizzare un’idea interessante, e perché è stato uno dei momenti formativi importanti vissuti dalla comunità del Leoniano nell’Anno dedicato ai sacerdoti». Un momento che è andato ad affiancarsi al quotidiano impegno formativo del seminario regionale, dove la figura del santo Curato d’Ars è stata il riferimento costante di questi ultimi mesi nelle attività rivolte a quanti stanno si vanno preparando al ministero sacerdotale, cercando in particolare di mettere al centro di ogni cosa il rapporto personalissimo con il Signore, come insegna appunto Giovanni Maria Vianney.

(di Augusto Cinelli)

Ravenna, gli «slogan» nelle parrocchie

Durante il loro recente pellegrinaggio ad Ars, ai 12 seminaristi della diocesi di Ravenna-Cervia è venuta un’idea su come celebrare l’Anno Sacerdotale in diocesi e nelle parrocchie dove il fine settimana svolgono il proprio impegno pastorale: mettere in dialogo frasi del Papa con quelle del santo Curato d’Ars per ricavarne dei manifesti. Il lavoro dei dieci teologi che studiano a Bologna e degli altri due seminaristi di propedeutica e delle scuole superiori si è concentrato su cinque temi: il prete uomo di preghiera, servitore della Parola, uomo di misericordia, di comunione, dell’Eucaristia. Qualche esempio? Eccolo. Dice il Papa: «Il sacerdote è un uomo di preghiera». Aggiunge il Curato d’Ars: «È la riflessione, l’orazione e l’unione a Dio che ci fa essere veramente preti». A proposito della confessione, particolarmente cara al santo patrono dei parroci, ecco gli slogan da manifesto. Riflette Benedetto XVI: «Il sacramento della penitenza è uno dei tesori più preziosi della Chiesa. Infatti, solo attraverso il perdono si compie la vera rinascita del mondo. Il male può essere vinto attraverso il perdono, che solo il Signore può donare, affidando questo potere al sacerdote che lo attinge dalla sorgente del cuore di Cristo». Gli fa idealmente eco il Curato: «La misericordia di Dio è un torrente che straripa». Per indicare la bellezza della scelta sacerdotale e l’invito ad abbracciare la vocazione, le frasi scelte dai seminaristi ravennati parlano chiaro. Nel suo appello ai giovani, il Papa raccomanda: «Non abbiate paura di donare la vostra vita a Cristo. Non lasciate senza una risposta l’appello del Signore che chiama». E Vianney: «Prete, perché non tu? Quanto è bello, quanto è grande donare a Dio la propria giovinezza. Quale fonte di gioia è di felicità!». Conclude il rettore del Seminario, don Giansandro Ravagna, parroco di San Biagio e vicario episcopale per la liturgia e le vocazioni: «L’iniziativa è importante perché è il risultato del gioioso pellegrinaggio ad Ars, di una riflessione comune e di un’azione pastorale diocesana, che coinvolge tutte le parrocchie, dove i manifesti non solo saranno affissi ma anche meditati e usati come strumenti per la pastorale e la diffusione fra la gente delle iniziative dell’Anno Sacerdotale in diocesi».

(di Quinto Cappelli)
 

Sardegna tra educazione e chiamata

«La consapevolezza dei radicali cambiamenti sociali degli ultimi decenni deve muovere le migliori energie ecclesiali a curare la formazione dei candidati al ministero». Così Benedetto XVI il 16 marzo, quando annunciò la sua intenzione di indire uno speciale Anno Sacerdotale. Il Centro regionale vocazioni della Sardegna, nel celebrare recentemente il suo 24° convegno, ha inteso manifestare – nella scelta del tema e in quella dei relatori – questa auspicata mobilitazione di tutte le energie ecclesiali dell’isola, muovendole in particolare verso una sempre più consapevole sensibilità nei confronti di coloro che sono chiamati a rispondere alla vocazione presbiterale. Per questo i giovani del Seminario regionale sardo sono stati tra i protagonisti del convegno, partecipandovi attivamente fin dalla preparazione e offrendo la testimonianza del proprio cammino educativo. Il tema di quest’anno – «Giovani e vocazioni: Dio chiama educando, chi educa chiama» – ha permesso di verificare il rapporto oggi esistente tra educazione e vocazione. La biblista Rosanna Virgili ha presentato in due lectio la vocazione di Geremia e quella tratteggiata dal libro della Sapienza: «Quando Dio ti vuole, ti ama e ti chiama, perché la vocazione è 'prima' della nascita». Giuseppe Savagnone ha indicato nell’«aver cura» le caratteristiche del giovane che cresce e si fa aiutare nell’attenzione a sé e al proprio futuro: «Nessuno si fa da solo, l’educazione diventa un ascolto della vocazione e un’assunzione della missione». Olinto Brugnoli ha delineato i modelli di comportamento educativi presenti nei mezzi di comunicazione, la cui lettura critica deve portare a evitare i rischi della disinformazione, della massificazione e della strumentalizzazione. Una riflessione a tutto campo, che ha coinvolto i trecento partecipanti e li ha fortemente interrogati sul proprio ruolo di educatori o di giovani in cammino. Ma anche una bella atmosfera educativa nella quale l’incontro e il dialogo tra le Chiese della Sardegna – attorno al vescovo delegato monsignor Pietro Meloni – è diventato ancora una volta esperienza fraterna di condivisione delle risorse ecclesiali e di quelle vocazionali.

(di Antonello Mura)

Bergamo, la santità nel sacerdozio

«In seminario ogni anno è un anno sacerdotale». Monsignor Pasquale Pezzoli, rettore del seminario vescovile Giovanni XXIII di Bergamo sintetizza così il lavoro quotidiano di riflessione attorno alla figura del sacerdote. «Quest’anno in particolare – spiega – abbiamo voluto accogliere l’appello di Benedetto XVI potenziando i nostri percorsi di formazione e proponendo momenti di preghiera e meditazione dedicati a questo tema. In questo mese di novembre i seminaristi vengono accompagnati a riflettere sulle figure di alcuni preti che, pur nelle difficoltà del loro ministero, hanno saputo donarsi totalmente. Tra gli altri le figure di don Primo Mazzolari, don Carlo Gnocchi, il Curato d’Ars oltre ad alcuni sacerdoti bergamaschi come il beato Luigi Palazzolo, fondatore dei Fratelli della Sacra Famiglia e delle Piccole Sorelle dei poveri, e poi don Antonio Seghezzi, assistente della Gioventù maschile di Azione cattolica, morto nel 1945 nel campo di concentramento di Dachau». Nei periodi di Quaresima e Avvento, inoltre, sarà il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi a curare interamente i momenti di catechesi dei seminaristi che saranno incentrati ancora una volta sul sull’Anno Sacerdotale, evento che lo stesso Beschi nell’omelia della Messa per le ordinazioni dei preti novelli aveva definito «di particolare preghiera, di riflessione, di crescita, consapevoli del valore di questo ministero indispensabile per il popolo di Dio». La riflessione prenderà infine la forma di un pellegrinaggio nel mese di aprile, quando i diaconi bergamaschi si recheranno in pellegrinaggio nei luoghi in cui è vissuto il Curato d’Ars, e due figure a lui contemporanee: san Francesco di Sales e il beato Antoine De Chevrier.

(di Raffaella Frullone)